Il mondo grande e piccolo di internet

di Emidio Picariello - SMO Micronix Network S.C.

L'evoluzione tecnologica è anche evoluzione sociale. Leggevo dal blog di Francesco Costa la sua recente esperienza con la televisione che lui continuava a vedere - attraverso internet - nonostante il fatto che l'antenna di casa non gli trasmettesse più il segnale.

Il processo è lo stesso che molti di noi sperimentano con i giornali. Una volta che ci siamo registrati su Google Reader e abbiamo aggiunto gli RSS dei blog che ci piace seguire, abbiamo accesso ad una parte dell'informazione quotidiana. Il resto delle notizie sono accessibili sui giornali on line.

A questo punto sentire l'esigenza di guardare un telegiornale o di comprare un quotidiano - che contiene inevitabilmente le notizie, addirittura, del giorno prima - almeno per me, è abbastanza raro. Ho anche l'abbonamento al PDF di Internazionale per soddisfare - in italiano - la mia sete di notizie dal Mondo.

In più ho un account su Facebook e quindi vengo aggiornato sui contenuti che le persone che ho segnalato come "mie amiche" condividono su quel particolare social network. Completiamo il quadro con un account Twitter: così sono aggiornato sulle attività di politici, opinionisti e amici che seguo.

A questo punto mi viene un dubbio: il panorama delle informazioni alle quali ho quotidianamente accesso è ampio o ristretto? Mi spiego meglio: è vero che ho accesso a tantissime fonti ma la maggioranza di queste è altamente selezionata da me. Non necessariamente per qualità, ma per vicinanza, per gusto o per simpatia. Insomma, quando succede qualcosa - dalla notizia di cronaca all'innovazione tecnologica - la notizia mi arriva, ma quasi sempre mi arriva mediata dal blog del giornalista o dal commento dell'amico su Facebook.

Insomma il mondo dell'informazione che mi circonda è stato costruito da me, sulla base dei miei interessi, delle mie idee, delle mie amicizie, dei miei gusti. Mi rimane quindi il dubbio: questo mondo  è più ampio o più ristretto rispetto a qualche anno fa, quando non disponevo di questi strumenti e guardavo il telegiornale o leggevo i quotidiani? Voi che ne pensate? 

Il linguaggio cambia, questo

Il linguaggio cambia, questo è vero. La domanda che pongo io è però un'altra: fino a che punto il mezzo - internet in questo caso - cambia la mia prospettiva. Voglio dire: se non avessi internet, il mio pensiero sarebbe il medesimo o il mezzo lo influenza?

Non so se sia più ampio o

Non so se sia più ampio o più ristretto. La cosa certa è che linguaggi sono cambiati. Forse non sono cambiati i contenuti. Forse gli uomini riflettono sempre sulle stesse cose e cercano di raggiungere attraverso queste riflessioni una condizione di felicità Lo fanno dialogando tra di loro, relazionandosi. Ed il linguaggio spesso rappresenta lo strumento con sui si indagano le "essenze". E chi contrappone il linguaggio ai contenuti sbaglia.

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